Le dipendenze non riguardano più soltanto sostanze come alcol, nicotina o droghe.
Oggi esistono comportamenti capaci di occupare progressivamente sempre più spazio nella vita di una persona fino a compromettere relazioni, studio, lavoro, benessere psicologico e autonomia.
Gaming online.
Gambling.
Uso problematico dei social network.
Smartphone.
Shopping compulsivo.
Workaholism.
Dipendenze affettive.
Nuove forme di coinvolgimento digitale.
Fenomeni diversi tra loro, ma accomunati da un punto centrale: quando il comportamento diventa difficile da controllare e inizia a prevalere sugli altri ambiti della vita, il problema non può più essere liquidato con frasi come “basta avere più forza di volontà”.
Il Master in Esperto in Nuove Dipendenze nasce proprio per formare professionisti capaci di comprendere, prevenire, valutare e gestire questi fenomeni attraverso un approccio multidisciplinare che integra psicologia, medicina, neuroscienze, pedagogia, sociologia e diritto.
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Il percorso ha durata annuale, corrisponde a 1.500 ore e 60 CFU, è erogato full online con piattaforma accessibile h24 e prevede 5 esami online, oltre alla prova finale.
Cosa sono davvero le nuove dipendenze
Quando si parla di “nuove dipendenze”, bisogna evitare un errore molto comune:
non ogni uso intenso di tecnologia è una dipendenza.
Passare molto tempo online non significa automaticamente avere un disturbo.
Giocare ai videogiochi non significa automaticamente essere dipendenti.
Usare frequentemente i social non significa necessariamente avere una patologia.
La differenza sta soprattutto nella perdita di controllo e nell’impatto che quel comportamento produce sulla vita.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il gaming disorder nell’ICD-11 come un modello di comportamento caratterizzato da ridotto controllo sul gioco, crescente priorità attribuita al gaming rispetto alle altre attività e prosecuzione del comportamento nonostante conseguenze negative. Per una diagnosi, il comportamento deve essere sufficientemente grave da compromettere in modo significativo il funzionamento personale, familiare, sociale, scolastico o lavorativo.
Questo chiarisce un concetto fondamentale:
il problema non è lo strumento in sé, ma il rapporto che la persona sviluppa con quel comportamento.
Gaming disorder: quando il videogioco smette di essere solo intrattenimento
Il gaming rappresenta uno degli esempi più chiari.
Milioni di persone giocano senza sviluppare alcun problema.
Per una piccola parte degli utenti, però, il comportamento può diventare progressivamente difficile da controllare.
Il gaming può iniziare a sostituire:
- relazioni;
- studio;
- lavoro;
- attività fisica;
- sonno;
- interessi precedenti;
- vita familiare.
L’OMS ha incluso il gaming disorder nell’ICD-11 tra i disturbi dovuti a comportamenti di dipendenza. La stessa organizzazione sottolinea che solo una piccola quota delle persone che giocano sviluppa il disturbo, ma richiama l’attenzione sui cambiamenti nel funzionamento psicologico, sociale, educativo e lavorativo.
Questo è uno dei motivi per cui servono professionisti capaci di distinguere tra:
uso normale,
uso eccessivo,
comportamento problematico
e disturbo clinicamente significativo.
Gambling: quando il gioco d’azzardo diventa un problema sanitario e sociale
Il gioco d’azzardo rappresenta una delle dipendenze comportamentali maggiormente riconosciute sul piano clinico.
L’OMS descrive il gambling disorder attraverso tre elementi principali:
- difficoltà nel controllare il comportamento;
- priorità crescente attribuita al gioco;
- prosecuzione nonostante conseguenze negative.
L’Istituto Superiore di Sanità definisce il disturbo da gioco d’azzardo come un comportamento problematico persistente o ricorrente capace di produrre compromissione clinicamente significativa e conseguenze sulla vita personale, familiare, lavorativa ed economica.
Le conseguenze possono essere molto pesanti:
- debiti;
- conflitti familiari;
- perdita del lavoro;
- isolamento;
- menzogne;
- difficoltà finanziarie;
- stress;
- peggioramento della salute mentale.
Per questo il gambling non può essere affrontato solo come “cattiva abitudine”.
È un fenomeno che richiede prevenzione, valutazione e interventi strutturati.
I numeri italiani: il problema riguarda anche adolescenti e giovanissimi
I dati più recenti rendono il tema particolarmente attuale.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2026 oltre uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all’uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d’azzardo.
Un’indagine nazionale ISS condotta nel 2025 ha inoltre rilevato che tra gli studenti di 14-17 anni il 23,4% aveva praticato gioco d’azzardo, con una prevalenza del 3,9% di giocatori problematici. Ancora più sorprendente è il dato tra gli 11-13enni: il 25,4% aveva giocato d’azzardo, con il 2,4% classificato come problematico secondo lo strumento di screening utilizzato.
L’indagine HBSC-Italia aveva già evidenziato che nel 2022 il 28,1% degli adolescenti intervistati dichiarava di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno.
Questi numeri fanno capire che prevenzione ed educazione devono iniziare presto.
Non quando il problema è già diventato grave.
Internet, social e smartphone: quando la connessione diventa difficile da interrompere
La nostra vita quotidiana è ormai profondamente digitale.
Lavoriamo online.
Studiamo online.
Comunichiamo online.
Ci informiamo online.
Costruiamo parte della nostra identità attraverso social network e piattaforme.
Per questo è fondamentale evitare allarmismi.
Internet è uno strumento.
Il problema emerge quando l’utilizzo diventa incontrollato e inizia a compromettere altri aspetti della vita.
Dati ISS riferiti al 2025 indicano che circa il 13% degli studenti italiani tra 15 e 19 anni presenta un uso problematico di Internet, associato a elementi come minore partecipazione sociale, riduzione del sonno e irritabilità in assenza di connessione.
Questo apre nuove domande per psicologi, educatori, insegnanti, famiglie e professionisti sanitari.
Quando preoccuparsi?
Quando intervenire?
Come distinguere un uso intenso da un comportamento realmente problematico?
Come educare senza demonizzare la tecnologia?
Sono proprio queste domande a rendere necessarie competenze specialistiche.
Non solo digitale: shopping compulsivo, workaholism e dipendenze affettive
Le nuove dipendenze non riguardano soltanto internet.
Il Master affronta anche fenomeni come:
- shopping compulsivo;
- workaholism;
- dipendenze affettive;
- comportamenti compulsivi;
- nuove forme di coinvolgimento digitale.
Questi comportamenti possono essere socialmente accettati o addirittura incoraggiati.
Lavorare moltissimo può essere percepito come ambizione.
Comprare può essere associato a gratificazione.
Essere continuamente connessi può sembrare normale.
Una relazione totalizzante può essere confusa con l’amore.
Ed è proprio qui che serve una lettura professionale.
Il confine non sta nel comportamento in sé.
Sta nella libertà della persona.
Quando il comportamento smette di essere una scelta e diventa una necessità difficile da controllare, è necessario interrogarsi sul problema.
Un approccio multidisciplinare
Una delle caratteristiche più interessanti del Master è l’approccio multidisciplinare.
Le nuove dipendenze non possono essere comprese soltanto dal punto di vista psicologico.
Occorre integrare:
- psicologia;
- medicina;
- neuroscienze;
- pedagogia;
- sociologia;
- diritto;
- prevenzione;
- educazione;
- organizzazione dei servizi.
Il Master è stato progettato proprio per integrare questi differenti punti di vista e fornire strumenti utilizzabili nei servizi sanitari, socio-sanitari, educativi e territoriali.
Questo è particolarmente importante perché le dipendenze comportamentali coinvolgono contemporaneamente individuo, famiglia e ambiente.
I 5 moduli del Master
Il percorso è organizzato in 5 moduli, ognuno collegato a un esame online:
G1 – Fondamenti teorici e socio-clinici delle nuove dipendenze
Introduce i principali modelli interpretativi e aiuta a comprendere le componenti psicologiche, biologiche e sociali.
G2 – Tipologie di nuove dipendenze: analisi e profili operativi – Prima parte
Approfondisce alcune delle principali forme di dipendenza comportamentale e tecnologica.
G3 – Tipologie di nuove dipendenze: analisi e profili operativi – Seconda parte
Prosegue l’analisi dei diversi fenomeni e delle loro caratteristiche specifiche.
G4 – Interventi clinici, educativi e organizzativi
Passa dalla comprensione del fenomeno alla progettazione degli interventi.
G5 – Etica, legislazione, ricerca e innovazione
Affronta gli aspetti etici, normativi e scientifici collegati alle nuove forme di dipendenza.
Questa struttura è interessante perché accompagna progressivamente lo studente:
dalla teoria,
alla valutazione,
fino all’intervento.
Cosa permette di imparare
Gli obiettivi formativi sono molto concreti.
Al termine del percorso, lo studente avrà approfondito:
- i meccanismi psicologici delle dipendenze;
- gli aspetti neurobiologici;
- i fattori sociali;
- la valutazione multidimensionale;
- la progettazione di interventi preventivi;
- interventi educativi;
- interventi terapeutici nei limiti della propria professione;
- programmi di salute pubblica;
- gaming e gambling;
- dipendenze digitali;
- tecnologie immersive.
Il valore del Master sta quindi nell’offrire una visione aggiornata di fenomeni che cambiano rapidamente.
Prevenire prima di curare
Quando si parla di nuove dipendenze, la prevenzione è fondamentale.
Intervenire precocemente può significare lavorare su:
- educazione digitale;
- consapevolezza;
- gestione del tempo;
- regolazione emotiva;
- rapporto con il denaro;
- capacità relazionali;
- uso responsabile della tecnologia;
- coinvolgimento della famiglia;
- formazione degli insegnanti;
- monitoraggio dei comportamenti a rischio.
I dati ISS del 2026 sottolineano infatti la necessità di interventi precoci e integrati che coinvolgano studenti, famiglie, scuola, servizi sanitari e ambienti digitali.
Questo rende il Master interessante anche per chi lavora nell’educazione e nel sociale, non soltanto nell’ambito strettamente clinico.
A chi è rivolto il Master
Il percorso si rivolge a un pubblico molto ampio.
Tra i destinatari indicati nella scheda troviamo:
- psicologi;
- medici;
- infermieri;
- educatori professionali;
- assistenti sociali;
- pedagogisti;
- insegnanti;
- tecnici della riabilitazione psichiatrica;
- professionisti dell’area socio-sanitaria;
- laureati interessati alla prevenzione e alla gestione delle nuove dipendenze.
Sono ammessi titoli triennali, magistrali, specialistici e del vecchio ordinamento nelle aree sanitaria, psicologica, pedagogica, educativa, sociale, giuridica, economica e umanistica, secondo quanto indicato nella scheda del Master.
Sbocchi e contesti professionali
Le competenze acquisite possono essere valorizzate in numerosi contesti, sempre nel rispetto del proprio titolo professionale e delle attività legalmente riservate alle singole professioni.
Per esempio:
- servizi per le dipendenze;
- strutture socio-sanitarie;
- comunità;
- servizi territoriali;
- centri educativi;
- scuole;
- servizi per adolescenti;
- cooperative sociali;
- associazioni;
- progetti di prevenzione;
- servizi di promozione della salute;
- interventi rivolti alle famiglie;
- programmi sul benessere digitale;
- formazione e sensibilizzazione.
È importante sottolineare che il Master non abilita da solo all’esercizio di professioni sanitarie o psicologiche regolamentate: le attività cliniche devono essere svolte esclusivamente da chi possiede i relativi titoli e abilitazioni.
Full online: studiare h24 anche mentre si lavora
Uno dei principali vantaggi del Master riguarda la modalità di fruizione.
Il percorso ha durata annuale, per un totale di 1.500 ore e 60 CFU, ed è erogato full online attraverso una piattaforma accessibile 24 ore su 24.
Questo consente di organizzare lo studio:
- la sera;
- nel weekend;
- durante i turni liberi;
- da casa;
- senza obbligo di seguire lezioni quotidiane in orari rigidi.
È una caratteristica particolarmente utile per professionisti sanitari, educatori, docenti e operatori sociali che lavorano già.
Come funzionano gli esami
Il Master prevede 5 esami online.
Ogni esame è composto da:
30 domande a risposta multipla
Al termine del percorso è inoltre prevista la:
elaborazione della tesi e discussione dell’elaborato online.
Questo permette di svolgere anche la fase valutativa mantenendo la flessibilità della formazione a distanza.
Esonero ECM
Un vantaggio importante per i professionisti sanitari riguarda gli obblighi di formazione continua.
La scheda Master Formazione indica che il Master eCampus permette di beneficiare dell’esonero dall’acquisizione dei crediti ECM per l’anno di iscrizione, secondo la disciplina applicabile.
Per medici, infermieri, psicologi e altri professionisti sanitari interessati al percorso, questo può rappresentare un elemento molto rilevante nella valutazione dell’investimento formativo.
Costo del Master: €1.500 invece di €2.616
L’aspetto economico è particolarmente interessante.
Iscrivendosi attraverso Master Formazione, il costo indicato è:
€1.500 + €16 di marca da bollo
invece di:
€2.616
Il risparmio rispetto alla retta indicata è quindi significativo.
Possibilità di rateizzazione
Il Master può essere rateizzato in 6 pagamenti.
Il piano pubblicato è:
- I rata: €266 all’iscrizione, comprensiva della marca da bollo;
- II rata: €250 dopo 30 giorni;
- III rata: €250 dopo 60 giorni;
- IV rata: €250 dopo 90 giorni;
- V rata: €250 dopo 120 giorni;
- VI rata: €250 dopo 150 giorni.
La possibilità di dilazionare il pagamento rende il percorso più sostenibile per chi vuole specializzarsi senza affrontare l’intero costo in un’unica soluzione.
Perché questo Master è particolarmente attuale
Esistono percorsi formativi che restano sostanzialmente uguali per anni.
Questo settore è diverso.
Le nuove dipendenze evolvono insieme alla società.
Cambiano le piattaforme.
Cambiano i videogiochi.
Cambiano le modalità di gioco d’azzardo.
Cambiano i social.
Cambiano gli smartphone.
Arrivano nuove tecnologie immersive.
Cambiano le modalità con cui le persone lavorano, comprano, comunicano e costruiscono relazioni.
Per questo chi opera nel settore deve continuare ad aggiornarsi.
L’esperto in nuove dipendenze deve saper osservare non soltanto il comportamento della persona, ma anche l’ambiente digitale e sociale in cui quel comportamento nasce.
non tutto ciò che utilizziamo molto crea dipendenza, ma qualsiasi comportamento può diventare problematico quando perdiamo la libertà di controllarlo e quando inizia a compromettere la nostra vita.
Demonizzare internet non serve.
Demonizzare i videogiochi non serve.
Demonizzare lo smartphone non serve.
Serve competenza.
Serve distinguere tra uso, abuso, comportamento problematico e disturbo.
Serve sapere come prevenire.
Serve sapere quando intervenire.
E serve soprattutto costruire risposte multidisciplinari capaci di coinvolgere professionisti, famiglie, scuola e servizi.
Perché iscriversi ora
I numeri mostrano che le dipendenze comportamentali sono ormai un tema concreto di sanità pubblica, educazione e prevenzione.
L’OMS riconosce gaming disorder e gambling disorder tra i disturbi legati a comportamenti di dipendenza.
L’Istituto Superiore di Sanità segnala comportamenti a rischio già tra adolescenti e preadolescenti.
Per i professionisti significa una cosa molto semplice:
queste competenze saranno sempre più necessarie.
Chi si forma oggi può acquisire prima strumenti utili per affrontare fenomeni che stanno rapidamente diventando parte del lavoro di psicologi, educatori, operatori sanitari, insegnanti e servizi territoriali.
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FAQ – Domande frequenti
Il Master è universitario?
Sì. È un Master eCampus della durata annuale, pari a 1.500 ore e 60 CFU.
È online?
Sì. La modalità è full online e la piattaforma è accessibile h24.
Quanti esami sono previsti?
Sono previsti 5 esami online, ciascuno composto da 30 domande a risposta multipla.
La prova finale è online?
Sì. È prevista elaborazione della tesi e discussione online.
Quanti CFU rilascia?
Il Master rilascia 60 CFU.
Di quali dipendenze si occupa?
Il percorso affronta gaming, gambling, social network, smartphone, shopping compulsivo, workaholism, dipendenze affettive e altre forme contemporanee di comportamento problematico.
Chi può iscriversi?
Il Master è rivolto a laureati provenienti da aree sanitaria, psicologica, educativa, pedagogica, sociale, giuridica, economica e umanistica, secondo i requisiti riportati nella scheda.
È previsto esonero ECM?
Sì. La scheda del Master indica l’esonero ECM per l’anno di iscrizione.
Quanto costa?
Tramite Master Formazione il costo è €1.500 + €16 di marca da bollo invece di €2.616.
È possibile rateizzare?
Sì. Sono previste 6 rate: la prima da €266 comprensiva della marca da bollo e le successive cinque da €250.
Conclusione
Le dipendenze stanno cambiando.
Non esistono più soltanto le forme tradizionalmente associate alle sostanze.
Gaming, gambling, social network, smartphone, shopping, lavoro e relazioni possono diventare, in alcuni casi, comportamenti difficili da controllare e capaci di compromettere profondamente la qualità della vita.
Per questo servono professionisti preparati.
Il Master in Esperto in Nuove Dipendenze offre una formazione multidisciplinare pensata per comprendere i meccanismi delle dipendenze comportamentali, valutarne i rischi e progettare interventi di prevenzione e gestione coerenti con il proprio ruolo professionale.
Con 60 CFU, modalità full online h24, 5 esami online, esonero ECM per l’anno di iscrizione, costo promozionale di €1.500 invece di €2.616 e possibilità di rateizzazione in 6 pagamenti, il percorso può rappresentare un investimento molto attuale per chi opera nei settori psicologico, sanitario, educativo e sociale.
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Le tecnologie cambiano. I comportamenti cambiano. Anche le competenze di chi si occupa di prevenzione e salute devono evolvere.