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Inglese: I 20 False Friends che devi conoscere per evitare brutte figure

I falsi amici non esistono solo nella vita sociale e nella sfera privata; tale espressone, infatti, viene largamente usata anche per descrivere parole o gruppi di termini appartenenti ad una lingua straniera, come l’inglese, che suonano o sembrano strutturalmente e foneticamente simili ai loro corrispettivi italiani, se non fosse che il significato cambi totalmente.
Questa proprietà è dovuta alle origini delle due lingue: nello specifico, l’italiano e l’inglese derivano dallo stesso ceppo latino, pertanto molte espressioni sono similari tra loro. Nonostante il principio di somiglianza tra termini di lingue straniere si applichi molto spesso, ci sono molti casi in cui queste parole si rivelano essere “False Friends”, a causa dei quali si può facilmente inciampare e fare brutte figure, specie in ambiti formali.

Pertanto, quali sono i False Friends inglesi più comuni, come riconoscerli e come fare per studiarli al meglio?
Cerchiamo di fare chiarezza in merito, fornendo una breve ma dettagliata panoramica e cercando di fornire, laddove possibile, anche qualche esempio.

I 20 False Friends più comuni nella lingua inglese

Nello stilare questo elenco, cerchiamo di procedere in ordine alfabetico.

1. Agenda: il vero significato di questo termine è “ordine del giorno”

Un primissimo False Friend da conoscere è il termine inglese agenda: la primissima associazione di idee porta a pensare che tale parola significhi “agenda”, esattamente come in italiano; niente di più sbagliato, in quanto il vero significato di questo termine è “ordine del giorno”, espressione largamente usata per indicare gli argomenti alla base di una riunione formale.

2. Annoy: vuol dire “infastidire, dare fastidio”

Secondo False Friend: il termine annoy, il quale non vuol dire annoiare (significato di cui si occupa il verbo “to bore”), ma vuol dire infastidire, dare fastidio. Ecco una tipica frase inglese nella quale si riscontra l’utilizzo di tale espressione:
– Some kids that are playing in the courtyard have been screaming for hours and that is very annoying!
– Alcuni bambini che stanno giocando in giardino stanno urlando da ore e questo è molto fastidioso!

3. Actually: scambiato per “attualmente”, vuol dire “in realtà”

Uno dei termini più usati nel linguaggio colloquiale è actually, il cui significato viene molto facilmente scambiato per “attualmente”: al contrario, esso vuol dire “in realtà” e viene usato in questo modo:
– She thought those pants were cheap, but they actually cost a lot
– Lei pensava che quei pantaloni fossero economici, ma in realtà costavano parecchio

4. Pretend: simile al nostro “pretendere”, in realtà significa “fingere”

Prendiamo in considerazione alcuni verbi False Friends: uno su tutti è il verbo pretend, foneticamente simile al nostro “pretendere”; in realtà, esso significa “fingere”:
– I was pretending that it was never happened
– Stavo fingendo che non fosse mai successo

5. Demand: non significa “domandare” ma “pretendere”

Altro verbo falso amico: demand, che non significa “domandare”, ma si traduce con “pretendere”. Ecco un esempio del suo utilizzo:
– My father demanded that my brother finish all the homeworks
– Mio padre pretese che mio fratello finisse tutti i compiti di scuola

6. Convenient: non “comodo, pratico”

Analizziamo alcuni aggettivi molto frequenti nel parlato inglese, ma che celano diverse insidie riguardanti il loro significato a dispetto della loro fonetica: un primissimo esempio riguarda il termine convenient, che non significa “conveniente”, ma “comodo, pratico”:
– Walking to school is more convenient than taking the bus, because I can get there faster
– Camminare fino a scuola è più comodo rispetto a prendere il bus, perché riesco ad arrivarci più velocemente

7. Stranger: non vuol dire “straniero” ma “estraneo”

Secondo aggettivo da prendere in esame: stranger, che non vuol dire “straniero” (termine impiegato da “foreigner”) ma “estraneo”:
– I saw a stranger standing outside my door: i didn’t recognize that he was my uncle!
– Ho visto un estraneo fuori dalla mia porta: non avevo riconosciuto che era mio zio!

8. Sensible: viene usato per indicare una persona ragionevole

Terzo aggettivo ingannevole: sensible, facilmente riportabile al nostro “sensibile”, quando, in realtà, viene usato per indicare una persona ragionevole:
– I wanted to spend all my money to buy a mansion, but my father made my sensible!
– Volevo spendere tutti i miei soldi per comprare una magione, ma mio padre mi ha reso ragionevole!

9. Brave: il suo significato è “coraggioso” e non “bravo”

Quarto aggettivo di questa mini-lista di False Friends più comuni: si tratta di brave, associato al nostro “bravo” quando in realtà significa “coraggioso”:
– He faced a lion, showing that he was really brave!
– Lui ha affrontato un leone, dimostrando di essere molto coraggioso!

10. Un altro verbo fraintendibile è to adjust, che non vuol dire “aggiustare” ma “regolare”, “adattare”:
– If your seat doesn’t fit to you, you can adjust it
– Se il tuo sedile è scomodo per te, puoi regolarlo

11. Library: confuso con “libreria”, in realtà indica la biblioteca

Uno dei termini per indicare un luogo molto comune tra il False Friends è library, spesso confuso per “libreria”; in realtà esso indica la biblioteca.
– I had to go to the library in order to study better
– Dovevo andare in biblioteca per studiare meglio

12. Argument: significa “litigio”

L’argomento di una discussione non è spiegato con il termine “argument”, dal momento che esso significa “litigio”:
– So, what is the topic of this embarassing argument?
– Quindi, qual’è l’argomento di questo litigio?

13. Rumor: “diceria, pettegolezzo”

Esattamente come il precedente caso, anche il termine rumor non indica un rumore, ma viene usato per “diceria, pettegolezzo”:
– I was hearing of a rumor that involved my aunt
– Stavo sentendo una diceria che includeva mia zia

14. Polite: è una persona educata

Una persona educata viene descritta con l’aggettivo “polite” e non con il termine educated, che significa “istruito”:
– Daniel is very educated: I discovered that he has been studying in Harvard
– Daniel è molto istruito: ho scoperto che sta studiando ad Harvard

15. Confidence: non significa “confidenza” ma “sicurezza, fiducia”

Similare a quanto successo con “confident”, anche il suo quasi omonimo confidence cela un inganno, dato che non significa “confidenza” ma “sicurezza, fiducia”:
– My car gave me confidence since the first time that I got behind the wheel
– La mia auto mi ha dato sicurezza sin dalla prima volta che mi sono messo al volante

16. Addiction: non vuol dire “addizione” ma una “dipendenza”

Un vizio si esprime con il termine addiction, che non vuol dire “addizione” ma esprime proprio l’idea di una “dipendenza”:
– They can’t solve his addiction
– Non riescono a risolvere la sua dipendenza

17. Advice: “consiglio” e non “avviso”

Se dovessimo fornire un consiglio, daremmo un advice, che non viene utilizzato per indicare un avviso:
– My mother gave me ad advice very brilliant!
– Mia madre mi diede un brillante consiglio!

18. Assist: non significa assistere ma “aiutare”

In caso ci si trovasse in una situazione nella quale dare il proprio aiuto, si userebbe il verbo to assist, che non significa assistere ma “aiutare”:
– I was thinking about how to assist him
– Stavo pensando a come aiutarlo

19. Assume: significa “supporre” e non “assumere”

Penultimo False Friend: il verbo to assume, nonostante sia molto simile al nostro “assumere” significa “supporre”:
– I assumed he was a magician
– Supposi che lui fosse un mago

20. Attend: non vuol dire “attendere” ma “frequentare”

In ultima analisi vi è il verbo to attend, il quale non vuol dire “attendere” ma “frequentare”:
– Vanessa attends the middle school
– Vanessa frequenta la scuola media

In che modo prendere dimestichezza con l’inglese?

Una delle soluzioni per avviare un corso d’apprendimento della lingua inglese è il pacchetto ravvisabile sul sito web ufficiale di Master, il quale mette a disposizione la possibilità di iniziare il corso online per preparare lo studente all’esame sia scritto che orale, il quale si svolgerà da remoto e porterà direttamente alla LanguageCert, una certificazione utile per partecipare a qualsivoglia concorso pubblico e che attesta il livello di inglese raggiunto.
Le lezioni si svolgono mediante l’ausilio di presentazioni PowerPoint, esercitazioni varie nonché allenamenti sul Writing, Speaking, Listening e Reading, in modo da fornire una preparazione adeguata ad ogni studente, il tutto grazie alla collaborazione di professori qualificati e tutor di diversi corsi di formazione.

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